24 febbraio 2026
INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO DI FIRENZE – gennaio 2026
Presentati al tavolo dell’Ufficio Comunale di Statistica di Firenze, al quale Adiconsum partecipa, i risultati del calcolo dell'inflazione a Firenze per il mese di gennaio 2026 secondo gli indici per l'intera collettività nazionale.

La variazione mensile è pari a +0,2%, mentre a dicembre era -0,1%. La variazione annuale è +0,8%, mentre a dicembre era +1,4%.
La rilevazione evidenzia un aumento significativo nei settori dei servizi finanziari e assicurativi, nonché nei servizi di ristorazione. Tuttavia, rispetto sia alla media nazionale sia rispeto alle principali città italiane negli ultimi mesi i prezzi a Firenze sono cresciuti di meno.
Nel dettaglio, in aumento la carne (+0,6% rispetto al mese scorso e +7,2% rispetto a un anno fa), i pesci (+2,5% rispetto a dicembre e +4,1% rispetto a gennaio 2025), il caffè (+1,0% la variazione mensile e +13,3% la variazione annuale), su base annuale il latte, i formaggi e le uova (+2,6% in un anno ma -1,2% in un mese) e lo zucchero (+2,1% rispetto ad un anno fa e -1,5% rispetto al mese scorso).
Sugli energetici, in diminuzione su base annuale il gas (-12,4% in un anno ma +1,3% in un mese) e l’elettricità (-4,8% rispetto ad un anno fa ma +5,8% rispetto al mese scorso).
In diminuzione i carburanti e i lubrificanti (-2,1% rispetto al mese scorso e -5,4% rispetto ad un anno fa) e il trasporto aereo passeggeri (-33,5% in un mese e -11,3% in un anno).
In aumento i ristoranti e i bar (+0,3% rispetto al mese scorso e +4,0% rispetto ad un anno fa) e i servizi di alloggio (+6,6% la variazione mensile e +7,5% la variazione annuale).
Nella riunione del tavolo, Adiconsum, nella persona di Michele Calenzo, evidenzia come un approfondimento andrebbe fatto per quanto riguarda gli affitti in una città come Firenze rispetto alle rilevazioni nazionali.
È innegabile che i prezzi degli affitti a Firenze sono in aumento costante a causa di una forte domanda abitativa e una ridotta offerta di immobili a lungo termine. I principali fattori includono il boom degli affitti brevi, che sottraggono alloggi al mercato tradizionale e la difficoltà di accesso al credito per l'acquisto di case. Si registra che molti proprietari convertono appartamenti in affitti brevi o vendite, riducendo gli immobili disponibili per locazioni stabili. Cresce inoltre la domanda per motivi di lavoro, studio e immigrazione, per non tacere della pressione turistica col boom degli affitti brevi (+40% in 5 anni).
Quanto sopra non trova riscontro nel dato nazionale che attinge semplicemente dalla rilevazione dei canoni degli alloggi di edilizia popolare e dalle registrazioni presso l’Agenzia delle Entrate.

Scarica qui la tabella riepilogativa diffusa dal Comune di Firenze

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