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04 giugno 2019
Certificazione agroalimentare e tutela dei consumatori – ADICONSUM c’è
Adiconsum Toscana è componente del CSI, Comitato di Salvaguardia Imparzialità di Toscana Certificazione Agroalimentare S.r.l.
Trattasi di un Organismo di controllo e certificazione indipendente a cui il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo ha autorizzato a svolgere i compiti di controllo su olio, vino e marrone secondo criteri di indipendenza, imparzialità e trasparenza.
Le recenti normative prevedono che gli enti di certificazione possano acquisire i dati di carico e scarico dei vini direttamente dal Sistema Informatico Agricolo Nazionale e tramite l’utilizzo di altri appositi gestionali. A titolo semplificativo, dal 2018 il sistema dei controlli sui vini a DO e IG, prevede per le DOCG come sistema di tracciabilità le fascette e il controllo sistematico fisico-chimico ed organolettico delle partite sottoposte a certificazione, mentre per le denominazioni con produzione inferiore a diecimila ettolitri potrà optarsi per un controllo fisico-chimico ed organolettico sistematico oppure a campione delle partite destinate alla certificazione.
Il controllo ispettivo di TCA è effettuato a campione tramite estrazione per le categorie confezionatori, trasformatori e produttori. Alle operazioni di sorteggio sono invitati a presenziare i componenti del Comitato di Salvaguardia, tra i quali Adiconsum Toscana e rappresentanti delle categorie produttive.
Alle riunioni periodiche del CSI vengono pertanto illustrati i controlli effettuati, le non conformità lievi e quelle gravi rilevate, il rispetto delle procedure, gli itinera dei rilievi, le controdeduzioni, il riscontro degli enti sovraordinati. Più in dettaglio, vengono rilevati, tra l’altro, i quantitativi prodotti rispetto alle superfici agricole dichiarate, le giacenze in cantina, la tenuta dei registri, il riscontro di quanto dichiarato al Sistema informativo agricolo nazionale e a quello Regionale ARTEA, gli impianti e le quantità per tipologia (Sangiovese, Merlot etc.), la regolarità delle etichette che non debbono trarre in inganno o indurre in errore il consumatore, il rispetto delle prescrizioni dei vari disciplinari per ogni denominazione d’origine o indicazione geografica.
Pur nella consapevolezza che un sistema di controllo capillare e incisivo possa talvolta appesantire i processi produttivi se non sfiduciare l’imprenditorialità nel settore, Adiconsum auspica una maggior presa di coscienza degli operatori nell’investire nella qualità e soprattutto nella trasparenza laddove ancora oggi, pur se non sanzionabili, possiamo ancora leggere sulle etichette aggettivazioni di fantasia tipo “vino omeopatico” senza alcun riscontro nella realtà.
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