06 aprile 2019
CLASS ACTION: IL SENATO APPROVA LA RIFORMA INSERENDOLA NEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE
Con 206 sì, un solo no e 44 astenuti, la riforma della class action è legge.

Il Senato approva la riforma spostando la disciplina dal Codice del consumo al Codice di procedura civile. Un passo avanti per le azioni legali collettive ma c'è già chi non la vede come una vittoria per i consumatori. Sicuramente da ora in poi si potrà parlare di “diritti omogenei” piuttosto che “interessi collettivi”.

Cosa cambia?
La legge, che entrerà in vigore soltanto nel 2020, nel nuovo titolo VIII-bis composto da 15 articoli, estendono la legittimazione ad agire a tutti coloro i quali chiedono risarcimenti per condotte lesive, non parlando più di “consumatori” ma di “diritti individuali omogenei tutelabili anche attraverso l'azione di classe”. Ovviamente non sarà possibile far valere il procedimento su fatti avvenuti prima dell'entrata in vigore della legge. L'azione potrà essere avviata entro determinati termini, non soltanto nella fase successiva all'ordinanza ma anche dopo la sentenza. L'azione vedrà in prima fila sia il singolo componente della class action che le organizzazioni o associazioni dei consumatori iscritte nell'elenco del Ministero della Giustizia e ad essere coinvolte potrebbero essere imprese, enti di servizi pubblici o di pubblica utilità. Tre sono le fasi di procedibilità della class action: le prime due legate all'ammissibilità dell'azione ed alla decisione, l'ultima relativa alla liquidazione delle somme dovute a chi intraprende il percorso. Il tribunale si riserva 30 giorni di tempo per decidere se ammettere l'azione o meno, pubblicando l'ordinanza entro 15 giorni, reclamabile in Corte d'appello entro 30 giorni e decidendo con ordinanza in camera di consiglio entro 30 giorni.

Il Presidente Adiconsum Toscana Grazia Simone dichiara che bisognerà attendere il 2020 per capire bene se il nuovo provvedimento sarà efficace ed utile per i consumatori coinvolti, nel frattempo Adiconsum non può che augurarsi che la riforma e le procedure da seguire siano state studiate a tavolino per favorire realmente la posizione dei cittadini che si uniscono per uguali diritti.

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