12 novembre 2018
Infortunistica stradale
Comportamenti a rischio e stili di vita dei giovani toscani

Presentato dall’Azienda Regionale di Sanità Toscana, in data 8 novembre 2018, il rapporto sull’infortunistica stradale in Toscana, facente parte del sistema di “Identificazione dei sistemi di sorveglianza e dei registri di mortalità, di tumori e di altre patologie”.
Le rilevazioni dei dati sono state svolte su campioni rappresentativi dei giovani che frequentano gli istituti d’istruzione secondaria di II° della Toscana (età compresa tra i 14 e i 18 anni), per rilevare gli aspetti degli stili di vita che li espongono ai più gravi rischi per l’incolumità personale, in primis per traumi stradali, con l’accento sui comportamenti alimentari, la qualità e i disturbi del sonno, l’uso di alcol e stupefacenti, fino ad arrivare ai comportamenti alla guida, attraverso i quali vengono individuati i principali fattori di rischio associati agli incidenti stradali nei giovani.

Sono stati intervistati circa 6.800 studenti frequentanti oltre 80 istituti scolastici toscani.
L’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) stima che nel mondo più di 3.400 persone muoiono ogni giorno per incidenti stradali e che decine di milioni rimangono ferite o disabili ogni anno per la stessa causa. Di questi, quasi il 50% dei decessi per incidenti ricade nella fascia d’età 14-50 anni. L’infortunistica stradale diventa quindi un importante problema di sanità pubblica e strategico per le attività di prevenzione. In questo solco si colloca l’interesse e il coinvolgimento di Adiconsum Toscana quale stakeholder per tutte le attività di informazione ai consumatori/utenti volte alla prevenzione di quelli che sono i comportamenti a rischio negli stili di vita, senza trascurare quelli legati alla ludopatia, alla corretta alimentazione e al cyberbullismo.

A differenza di molte altre cause di morte, i decessi dovuti ad infortuni stradali sono nella quasi totalità evitabili e prevenibili. In ogni evento c’è sempre in gioco una grave colpa individuale, ma anche una responsabilità collettiva legata all’inefficacia degli interventi di prevenzione e controllo. I fattori causali degli incidenti stradali sono noti e riconducibili a tre ambiti: al comportamento del guidatore, allo stato di manutenzione del mezzo di trasporto, alle condizioni ambientali e della strada. Dai molti studi condotti sappiamo, però, che il fattore umano è quello decisivo: consumo di alcol, farmaci e droghe, guida distratta, aggressività, stress ed eccesso di velocità, mancato rispetto delle norme del Codice della strada, per citare le cause più comuni e, più in generale, comportamenti poco prudenti, si caratterizzano per essere responsabili di un incremento dei rischi associati alla sicurezza stradale. Le ragioni sono prevalentemente riconducibili al fatto che proprio durante questo periodo della vita, adolescenziale e giovanile, vengono messe in atto una serie di azioni legate alla sperimentazione di comportamenti a rischio, quali ad esempio il consumo di alcol e l’uso di sostanze psicotrope, il fumo di sigaretta, avere i primi rapporti sessuali ecc., atteggiamenti che, se consolidati in maniera sbagliata, possono condizionare significativamente la salute in età adulta.

Una veloce analisi dei dati 2018 presentati mostra
• una percezione molto bassa fra i giovani sugli incidenti stradali
• un trend stabile dal 2010 al 2017
• la Toscana come seconda regione in Italia per numero di incidenti subito dopo la Liguria
• una condizione psico-fisica alterata come causa maggiore di incidenti dovuta ad assunzione di alcol (+2,8%) droghe (+3%) ritardo (+2,5%) colpi di sonno (+6,9%).
L’analisi delle “distrazioni” rivela che le abitudini più frequentemente adottate durante la guida sono state: aver conversato con il passeggero, ascoltato musica ad alto volume ed utilizzato lo smartphone. In questo ambito assume particolare rilievo la guida in condizioni di ritardo praticata almeno una volta al mese dal 68,2% dai guidatori abituali. Molto frequente anche la guida in condizioni di stanchezza, riferita dal 40% dei guidatori abituali, mentre risultano meno ricorrenti altri comportamenti: si tratta di aver avuto un colpo di sonno, aver guidato dopo aver bevuto troppo ed infine aver guidato dopo aver assunto droghe, abitudine dell’11,9% dei guidatori abituali che rivela il rischio maggiore.



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