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30 ottobre 2025 L’Esperienza Pratica di Gianluca di RomaLa sua storia, intrecciata con i dati reali di consumo che ci ha inviato dalla sua app e una simulazione comparativa, ci aiuta a capire se vale la pena “cambiare rotta” termica. E lo facciamo collegandoci anche al recente convegno di Adiconsum, avvenuto venerdì 24 ottobre, sulle pompe di calore e auto elettriche, che ha messo in luce opportunità e sfide per una transizione energetica accessibile a tutti. Gianluca vive, insieme alla sua compagna, in un appartamento di 85 metri quadrati in condominio nel cuore di Roma (classe climatica D), un’abitazione tipica degli anni ’70 con infissi nuovi a doppi vetri ma priva di cappotto termico e di un impianto fotovoltaico. L’APE energetica dell’abitazione è passata da classe G a classe A1. Nel 2022, durante la ristrutturazione completa della casa, ha deciso di installare una pompa di calore aria-acqua con boiler da 180 litri sul proprio balcone. Questo sistema multifunzionale non solo produce acqua calda sanitaria (ACS), ma garantisce anche raffrescamento estivo tramite fancoil e riscaldamento invernale a pavimento radiante. La scelta è stata guidata da un calcolo semplice: grazie agli sconti in fattura previsti dagli Ecobonus dell’epoca, il costo netto della pompa di calore è risultato solo 1.000 euro in più rispetto all’alternativa tradizionale di una nuova caldaia a condensazione abbinata a caloriferi nuovi, questo ha permesso di eliminare e chiudere completamente il gas. La casa è stata mantenuta sempre a una temperatura confortevole: tra i 20 e i 22 gradi, sia in inverno che in estate, senza picchi o sbalzi. Nessun cappotto termico significa che l’efficienza non è al massimo, ma gli infissi nuovi hanno contribuito a limitare le dispersioni. I costi sostenuti da Gianluca:
Totale di 6.000€ I Consumi Reali: Quanto Si Risparmia Davvero?Passiamo ai numeri, che non mentono. Nel 2024, l’intero funzionamento della pompa di calore – riscaldamento, raffrescamento e ACS – ha richiesto un consumo totale di 1.356 kWh, tradotti in una spesa di 393 euro per l’energia elettrica (calcolata su un prezzo medio pagato da Gianluca di 0,29 euro/kWh ). Nel 2025, ad oggi (ottobre), il contatore dell’app di Gianluca, segna 1.111 kWh per un costo di 256 euro (calcolata su un prezzo medio pagato da Gianluca di 0,23 euro/kWh grazie ad un nuovo contratto con nuovo operatore), con una proiezione annua che potrebbe attestarsi intorno ai 360-380 euro, considerando l’autunno-inverno ancora in arrivo. Questi valori sono impressionanti per una casa di 85 mq senza isolamenti avanzati: equivalgono a un’efficienza media della pompa (COP) intorno a 4-5, ovvero per ogni kWh di elettricità consumata si ottengono 4-5 kWh di energia termica. Ma è davvero un risparmio? Per capirlo, simuliamo i costi per gli stessi servizi (riscaldamento, raffrescamento e ACS) in una casa identica ma con un sistema tradizionale: termosifoni in ghisa o alluminio, caldaia a condensazione a gas e 3 condizionatori split per l’estate. Simulazione Comparativa: Pompa di Calore vs. Sistema TradizionaleAssumiamo condizioni realistiche basate su dati ARERA, ENEA e bollette reali (casa nuova, 2 persone, infissi efficienti, uso moderato). Prezzi applicati:
Note sulla simulazione:
Attenzione: questi risultati dipendono da molte variabili – esposizione, abitudini familiari, qualità dell’installazione, manutenzione – e non sono universali. È fondamentale affidarsi a una progettazione da esperti qualificati (termotecnici, energy manager o certificatori APE) per:
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