11 gennaio 2018
FATTURAZIONE A 28 GIORNI: TUTTO CIO' CHE BISOGNA SAPERE SUI RIMBORSI
La legge 172 ha stabilito che tutte le fatturazioni a 28 giorni dovranno ritornare ad avere una scadenza mensile

Nel 2017, le compagnie telefoniche hanno registrato un incremento degli incassi di circa l'8,6% dovuto alla fatturazione di soli 28 giorni. In tal modo, gli operatori hanno guadagnato un mese in più e grazie alla legge 172, le stesse dovranno adeguarsi alla scadenza mensile della bolletta entro 120 giorni. L'adeguamento è fissato al 4 aprile e l'attuale comportamento delle compagnie evidenzia che ancora non sono pronte per il cambiamento. Il dato che continua a preoccupare è che non si parla più della modifica dell'art. 70 e di conseguenza, gli operatori continueranno ad essere i soli a modificare le condizioni contrattuali, potendo anche aumentare i prezzi.
In tal modo, a nulla varrà il divieto della fatturazione a 28 giorni.

COME FUNZIONA IL RIMBORSO?

Attraverso una delibera datata il 24 marzo 2017, l'Agcom aveva stabilito che tutte le compagnie (solo per la telefonia fissa) avevano 90 giorni per adeguarsi alla fatturazione mensile. Data ultima il 23 giugno 2017. Purtroppo le società non hanno ancora preso provvedimenti al riguardo ed è per questo che il 19 dicembre 2017, l'Authority ha sanzionato le 4 compagnie interessate (Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre), spingendole a rimborsare tutti i cittadini che hanno pagato ingiustamente la somma in più, a partire dal 23 giugno 2017. Nella prima bolletta con cadenza mensile, gli operatori sono tenuti ad avvisare il cliente dell'avvenuto storno. Nonostante tutto, ancora moltissimi cittadini non hanno ricevuto l'importo dovuto e la legge, intanto, ha ampliato l'obbligo della fatturazione mensile non solo alle bollette inerenti la telefonia fissa, ma anche a quella mobile ed ai servizi di pay tv.
Termine ultimo per l'adeguamento è il 4 aprile 2018 e coloro che non si adegueranno, dovranno effettuare un rimborso forfettario pari ad euro 50.



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