14 dicembre 2017
IL CONSIGLIO DI STATO DICHIARA ILLEGITTIMA LA DIFFERENZIAZIONE DELLA TASSA RIFIUTI SULLA BASE DEL CRITERIO DELLA RESIDENZA
Nota di commento a Consiglio di Stato, Sez. V, sent. 6 settembre 2017, n. 4223

Dopo le decisioni della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione sulla illegittimità dell'applicazione dell'IVA alla tassa rifiuti, stavolta è il Consiglio di Stato a pronunciarsi su un altro degli aspetti più controversi della disciplina del tributo comunale: la differenziazione del carico tributario sulla base del criterio della residenza. Con la sentenza in commento, infatti, i Giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto illegittima una tale differenziazione se non improntata al criterio della "proporzionalità". La vicenda, in particolare, riguarda l'impugnazione di due delibere del Comune di Jesolo, una consiliare e l'altra di Giunta, con le quali l'Ente locale addossava il 30% del carico tributario relativo al servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani alle utenze domestiche ed il restante 70% a quelle non domestiche; quindi, con riferimento alle prime, prevedeva che la spesa a carico dell'utenza domestica dovesse essere a sua volta ripartita fra residenti e non residenti, nella misura, rispettivamente, del 33,20% per i primi e del 66,80% per i secondi.

A tal uopo, il Comune indicava come residenti le utenze domestiche occupate dai nuclei familiari che risultassero tali dall'anagrafe comunale, mentre andavano considerati non residenti tutti gli altri immobili ad uso abitativo.

Tale impostazione non è stata ritenuta condivisibile da parte Consiglio di Stato e, pertanto, le due delibere, dichiarate illegittime, sono state annullate.
Ed infatti, dopo aver ricostruito nel dettaglio l'evoluzione della normativa che disciplina la tassa rifiuti, i Giudici hanno chiarito che, seppure tale normativa non obblighi l'Ente impositore a determinare in maniera omogenea e paritaria le tariffe in relazione agli immobili cui il tributo si riferisce, è altrettanto vero che tale discrezionalità, avente natura "tecnica", e non "politica", in ragione della rilevanza costituzionale degli interessi alla cui tutela la tassa rifiuti è preposta (in primis, tutela della salute collettiva e dell'ambiente), deve fondarsi su una stima realistica tenendo conto delle caratteristiche proprie del territorio comunale o, se del caso, della sua vocazione turistica, rispettando il fondamentale principio della "proporzionalità", che comprende i criteri di "adeguatezza" e "necessarietà", in modo che non risultino incongruenze o disparità medie nell'applicazione di tale prelievo.

Ebbene, secondo il Consiglio di Stato, il criterio di diversificazione del carico tributario fondato sulla residenza contraddice tali principi, perché, indicando la residenza soltanto il luogo in cui una persona ha la dimora abituale, essa nulla implica, di per sé, circa la maggiore o minore produzione di rifiuti solidi urbani. Anzi, all'opposto, spiegano i Giudici di Palazzo Spada, abitando i residenti con continuità nel territorio comunale, gli stessi producono ben più rifiuti di coloro che, invece, a parità di condizioni abitative, vi soggiornano solo per periodi di tempo limitati o saltuari, come i non residenti.
Tali principi, peraltro, inducono il Consiglio di Stato a ritenere irragionevole, nello specifico contesto del Comune di Jesolo, anche la distinzione che le delibere impugnate operano tra la tassa rifiuti applicata alle utenze domestiche e quella prevista per le utenze non domestiche.
Infatti, spiegano i Giudici, il principio di proporzionalità non può non attribuire rilevanza al carattere della stagionalità, che, soprattutto nelle località turistiche, conferma la presenza dei proprietari di immobili, non residenti, solo per frazioni dell'anno, alla quale va altresì rapportata la corrispondente capacità media delle strutture interessate di produrre rifiuti, limitata, generalmente, al periodo turistico.

La pronuncia in esame, dunque, appare di assoluta rilevanza per tutti quei consumatori che, proprietari di seconde case, si vedono applicata una tassa rifiuti maggiorata per il solo fatto di non risiedere nel territorio del Comune impositore.



Avv. Cinzia Matacchiera
Avv. Antonello Simone




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