12 ottobre 2016
GIUSTIZIA NEGATA: TROPPO ONEROSE LE SPESE GIUDIZIARIE
Secondo i dati Istat il 52% degli italiani che si è rivolto alla giustizia civile non si ritiene soddisfatto.
Ad esprimerlo sono soprattutto le due fasce che vanno dai 35 ai 44 anni e dai 45 ai 54 anni. Leggermente più soddisfatti tra i 18 ed i 34 anni.

Nonostante abbiano tutti la possibilità di agire in giudizio per tutelare i propri diritti ed interessi legittimi, si registra un'elevata tendenza a rinunciare alla giustizia. La motivazione non è data esclusivamente dal calo della litigiosità bensì dall'incremento delle spese che non consente a tutti i cittadini di poter usufruire di un servizio messo a disposizione e spettante.
Non si parla soltanto di una diminuzione dei processi civili nei tribunali. A fare la differenza sono soprattutto i ricorsi contro le multe che evidenziano un abbassamento quasi del 50% nel 2015 rispetto al 2013. Ad influire è senza dubbio il calo della litigiosità e la possibilità di godere dello sconto sulla multa del 30% se pagata entro cinque giorni.
L'aumento delle spese combacia con l'impossibilità da parte del cittadino di avere una disponibilità economica, per cui intraprendere un'azione legale rimane per molti una soluzione da evitare.
Nel 2015, invece, si registra un aumento delle domande di divorzio dovuto alle nuove disposizioni che consentono alla coppia di lasciarsi definitivamente dopo sei mesi dalla separazione se consensuale, oppure dopo un anno qualora non lo fosse.

Adiconsum Toscana si schiera a favore dei cittadini evidenziando come la crisi non consenta a tutti di far valere i propri diritti. Tra l'aumento delle spese per le azioni giudiziarie e la minore disponibilità economica dei cittadini i diritti rimangono "al palo" per cui, con le conciliazioni paritetiche, le Associazioni dei Consumatori aiutano i cittadini a sostenere e difendere ciò che gli è dovuto.


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