13 gennaio 2016
Oggi parliamo di… diritto di recesso
Vi sarà capitato, sicuramente, di acquistare online un prodotto che non era proprio quello che vi aspettavate, o ancora di cedere all’insistenza di operatori telefonici e sottoscrivere un contratto per un servizio indesiderato.


Cosa fare dunque in questi casi?
Il codice del Consumo, articoli da 52 a 59, riconosce la facoltà di esercitare il diritto di recesso, ovvero la facoltà da parte del consumatore, di restituire il bene acquistato ed ottenere il rimborso del prezzo pagato senza dover giustificare il motivo o pagare una penale.
Quando è possibile esercitare il diritto di recesso?
Il consumatore ha la facoltà di rinunciare all’acquisto solo quando il contratto si è concluso a distanza, per telefono, via mail, online, via fax, oppure negoziato fuori dai locali commerciali, ad esempio vendite a domicilio, oppure quando si viene avvicinati per strada e poi invitati ad entrare nel punto vendita per concludere l’acquisto.
Quando, invece, NON è possibile esercitalo?
Non è possibile esercitare il diritto di recesso quando il contratto è concluso nei locali commerciali del venditore se non a discrezione del venditore.
Quali sono i tempi?
È possibile esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni che decorrono dalla data in cui il contratto è stato concluso o da quella in cui il consumatore ha ricevuto le condizioni contrattuali.
Quali sono gli obblighi del venditore?
Prima di concludere un contratto a distanza, o negoziato fuori dai locali commerciali, il venditore deve dare le informazioni sulle condizioni, i termini e le procedure per esercitare il diritto di recesso che può essere esercitato entro 14 giorni dalla consegna del prodotto o dalla conclusione del contratto se si tratta invece di servizi.
Se il venditore non fornisce le corrette informazioni sul diritto di recesso, il termine per esercitarlo si estende a 12 mesi.
Qual è l’iter da seguire?
Il consumatore può recedere dal contratto inviando al venditore una comunicazione scritta tramite raccomandata, senza dover dare spiegazioni e senza l’obbligo di pagare se non le spese di restituzione del bene, se contrattualmente previsto.
Il venditore è obbligato a rimborsare il consumatore entro 14 giorni dal ricevimento della comunicazione del recesso ma può, tuttavia, trattenere le somme fino alla restituzione della merce o fino a quando il consumatore non abbia fornito prova della riconsegna del prodotto.
Per quali beni e servizi è escluso il diritto di recesso?
Il diritto di recesso è escluso per i beni deteriorabili o a breve scadenza, ad esempio gli alimenti, i beni personalizzati o su misura, i beni sigillati per motivi igienici o per la protezione della salute e a cui sia stato rimosso il sigillo, i prodotti informatici o audio e video che il consumatore abbia già aperto, giornali e riviste, i beni il cui valore dipende da fluttuazioni di mercato, beni mescolati in forma inscindibile, i beni acquistati ad un’asta pubblica.
Per quanto riguarda i servizi, il diritto di recesso non è applicabile quando il servizio è stato completamente eseguito con il preventivo consenso del consumatore, che ha quindi accettato espressamente la predita del diritto di recesso, per i servizi di riparazione e manutenzione urgenti, il trasporto di beni, il noleggio autovetture, il catering o i servizi riguardanti le attività del tempo libero se programmati per una data o un periodo di esecuzione


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