09 luglio 2015
Via libera alla polvere di latte: a rischio 487 formaggi tradizionali
A dare l'allarme è Coldiretti che ha presentato in occasione della mobilitazione di allevatori, casari e consumatori in Piazza Montecitorio a Roma, un'analisi dettagliata per la difesa del Made in Italy per impedire il via libera in Italia al formaggio e allo yogurt senza latte.


Con un chilo di polvere di latte, che costa sul mercato internazionale 2 euro è possibile produrre 10 litri di latte, 15 mozzarelle o 64 vasetti di yogurt, tutto con lo stesso identico sapore perché viene a mancare quella distintività che viene solo dal latte fresco dei diversi territori.
La polvere di latte - spiega la Coldiretti - è un prodotto “morto”, privo di proprietà organolettiche, che puo’ arrivare da qualsiasi parte del mondo:  i leader mondiali sono Nuova Zelanda e Stati Uniti mentre in Europa i leader sono Francia e Germania. La disidratazione consente di concentrare i costituenti del latte rendendoli conservabili a temperatura ambiente per oltre un anno e la tecnologia di produzione prevede che il latte, dopo essere stato corretto del suo contenuto di grassi, venga trattato termicamente con una perdita di valore biologico delle proteine del latte che può essere anche rilevante.
Il pressing esercitato dalla Commissione Europea sull’Italia ha già stimolato - sottolinea Coldiretti - gli interessi degli speculatori con le importazioni di latte e crema in polvere che sono aumentate del 16 per cento nel primo trimestre 2015 rispetto allo scorso anno. E non è certo casuale - precisa la Coldiretti - che i 2/3 delle importazioni provengano da Francia e Germania, l’asse che detta la linea politica dell’Unione Europea.
L’Italia grazie alla tutela della legge nazionale ha conquistato un primato internazionale nella qualità e nella varietà della produzione di formaggi con ben 487 diversi tipi censiti a livello territoriale che lo scellerato comportamento delle lobby industriali rischia ora di far crollare, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Una azione - conclude Moncalvo - che apre le porte alle frodi, danneggia i consumatori italiani con l’offerta di prodotti di basso standard qualitativo con pesanti effetti sul piano economico, occupazionale e ambientale in un momento in cui l’Italia deve puntare sulle sue distintività per tornare a crescere.
La Toscana è tra la regioni, in Italia, con la maggior biodiversità lattiero-casearia di qualità oltre che una tra le regioni con il paniere di formaggi più numeroso (dopo Lombardia, Piemonte, Campania e Lazio).

“Adiconsum sostiene la battaglia di Coldiretti, dice Grazia Simone Presidente Adiconsum Toscana, occorre salvaguardare la tipicità dei prodotti solo con l'utilizzo delle materie prime di qualità, salvaguardare il nostro territorio e le nostre tradizioni gastronomiche tutelando il made in Italy e ma anche noi consumatori.”

 

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