27 novembre 2014
Bolletta dell'acqua più cara
del 3,9% nel 2014 e del 4,8% nel 2015

Con un metodo per la prima volta omogeneo in tutta Italia sono state approvate le tariffe 2014-2015 per circa 40 milioni di italiani, con oltre 4,5 miliardi di euro di investimenti attivati nei prossimi 4 anni per nuove infrastrutture, tutela ambientale e miglioramento dei servizi, un valore pari a quello degli impianti finora realizzati; approvazioni che riguardano più di 1.600 gestioni, con un aggiornamento medio rispetto all'anno precedente del +3,9% nel 2014 e del +4,8% nel 2015, con quasi 6 milioni di consumatori che hanno avuto una riduzione del 10% della bolletta.

Sono alcuni dei risultati dell'azione dell'Autorità per l'energia nel settore dei servizi idrici, presentati nel corso della III Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici che si è svolta due giorni fa a  Milano. Un appuntamento promosso dall'Autorità per illustrare il bilancio di un anno di attività, delineare le future linee strategiche e confrontarsi con gli oltre 400 partecipanti che hanno preso parte alle audizioni in rappresentanza delle istituzioni coinvolte, degli operatori, dei consumatori e delle associazioni di categoria.

Il Metodo Tariffario Idrico (MTI), con cui sono state approvate le tariffe 2014-2015 e che per la prima volta nel Paese ricomprende e assorbe tutte le regolazioni previgenti, rappresenta l'evoluzione del Metodo tariffario transitorio (MTT) utilizzato per il 2012-2013 e si basa su criteri innovativi, fondati sui principi della selettività e della responsabilizzazione, da attuare attraverso una regolazione asimmetrica, capace di adattarsi alle diverse esigenze di un settore molto differenziato a livello locale e nella governance. Nello specifico, sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari, rispetto ai quali ciascun soggetto competente può individuare la soluzione più efficace a seconda dei propri obiettivi di sviluppo e delle peculiarità territoriali. Le determinazioni tariffarie fino ad oggi approvate sono il risultato delle proposte arrivate dagli Enti d'Ambito e deliberate dall'Autorità in quanto ritenute necessarie a favorire in modo efficiente gli investimenti prioritari per il settore, per raggiungere e mantenere obiettivi di qualità ambientale e della risorsa.

Per quasi 6 milioni di consumatori di oltre 1.250 gestioni che non hanno inviato, in tutto o in parte, i dati richiesti ai fini tariffari è stata approvata una riduzione della tariffa del 10%.

Il quadro regolatorio introdotto dall'Autorità nel corso del 2014 ha ricevuto importanti conferme anche da parte del Giudice Amministrativo di primo grado. Con oltre 20 sentenze il Tar Lombardia ha infatti respinto i ricorsi contro il metodo tariffario presentati da diversi soggetti che ne reclamavano l'illegittimità rispetto agli esiti del referendum del 2011 o rispetto ad alcuni aspetti strutturali.

Sul fronte consumatori, l'Autorità ha aperto un procedimento per definire la regolazione contrattuale della qualità del servizio idrico, per garantire agli utenti stessi livelli qualitativi in tutto il Paese, superando l'attuale frammentazione. Per quanto riguarda la Carta dei Servizi - la cui pubblicazione è stata resa obbligatoria con la Direttiva per la trasparenza dei documenti di fatturazione -  l'Autorità ha escluso dall'aggiornamento chi non l'aveva adottata.

A tutela delle fasce in disagio economico è stata poi avviata un'indagine conoscitiva sui diversi sistemi di agevolazione esistenti per chi vive condizioni economiche svantaggiate, propedeutica all'introduzione di misure che assicurino agli utenti domestici a basso reddito l'accesso agevolato alla quantità di acqua necessaria ai bisogni fondamentali. A breve verranno poi definite le necessarie modifiche all'articolazione tariffaria per fasce di consumo o per uso, determinando anche i criteri e le modalità per il riconoscimento di eventuali bonus che saranno previsti dalla normative primaria per chi è in condizioni di disagio economico.

Nel corso del 2014 si è inoltre concluso il procedimento per la restituzione agli utenti della componente tariffaria relativa alla remunerazione del capitale, abrogata in esito al referendum del 2011. Gli importi quantificati dagli Enti d'Ambito e verificati dall'Autorità hanno determinato un rimborso a favore di 14 milioni di utenti domestici, per un valore complessivo di 55 milioni di euro. Nel corso del 2014 anche nel settore idrico sono state avviate le prime ispezioni, con l'apertura dei primi procedimenti sanzionatori per non rispetto della regolazione.