15 ottobre 2014
Furto di identità: i dati del progetto “Me is Mine”
Si è concluso ieri con la presentazione dei dati raccolti, il progetto Europeo “Me is Mine – Identity theft Observatry model”, cofinanziato dalla Commissione Europea – DG Affari Interni, nato con l'obiettivo di incrementare notevolmente la conoscenza di un fenomeno che si sta diffondendo in maniera massiccia:
il furto di identità.

 
Adiconsum, coordinatore del progetto in Italia, insieme all'A.N.P.C.P.P.S. Associazione dei consumatori rumena, partner del progetto, ha creato un Osservatorio permanente in Italia e in Romania con la partecipazione attiva di stakeholders tra cui Abi, Giardia di Finanza, Crif, ecc, ha realizzato due guide, di cui una rivolta ai più giovani,  aperto un sito dedicato e un servizio di Infopoint dedicato alla ricezione e gestione di richieste di informazioni e assistenza relativa al fenomeno del furto di identità.

Dai dati emerge che da marzo 2013 a settembre 2014 sono pervenute all'Infopoint “Me is Mine” 200 chiamate di cui il 49% effettuate da donne e il 51% da uomini. Il 46% delle chiamate proviene dal centro Italia, il 37% dal Nord e il 17% dal Sud e dalle Isole. Il 16% dei consumatori ha età compresa tra i 18 e i 25 anni, il 25% tra i 26 e i 35 anni, il 16% tra i 45 e 55 anni e il 19% oltre i 56 anni. Il 31,7% dei consumatori ha richiesto assistenza per un furto di identità mentre il 15,9% ha subito una clonazione della carta di credito e il 14,3% ha subito un furto di documento di identità.

Il 98% delle persone hanno richiesto informazioni sui sistemi di denuncia mentre l'87% ha richiesto informazioni generali sul fenomeno del furto di identità.
Poche sono state le richieste di informazioni sia riguardo alle diverse tipologie di furto di identità (17%), sia riguardo alla regolamentazione nazionale (17,5%). Il 33,3% delle persone che si sono rivolte all’infopoint hanno richiesto informazioni sui sistemi di autodifesa, mentre il 31,7% hanno richiesto assistenza per un furto di identità avvenuto tramite l’utilizzo di internet. Il 15,9% ha subito la clonazione della carta di credito e il 14,3% ha subito, invece, il furto di un documento di identità.
Poche sono state, invece, le richieste di assistenza per furto di identità avvenuto tramite telefono (6,3%) o social network (5%).
Ma l'elemento più importante che emerge dai dati del progetto è una scarsa conoscenza del fenomeno del furto di identità che colpisce non soltanto chi utilizza la rete. Molto spesso infatti, sono proprio quei soggetti che hanno meno dimestichezza con le nuove tecnologie ad essere vittime del furto di identità, subendo limitazioni della libertà personale e violazione della privacy.

Per combattere il fenomeno del furto d'identità bisogna fare informazione continua, dice Grazia Simone Segretario Generale Adiconsum Toscana,  poiché dalla ricerca risulta chiaro che il livello di conoscenza del fenomeno è assolutamente insufficiente. Il furto d’identità, ossia il furto e l’utilizzo indebito dei dati personali, si manifesta con modalità ogni volta diverse ed imprevedibili, e l'applicazione di tecnologie sviluppate a tutela del furto non è sufficiente. Occorre sensibilizzare i cittadini poiché solo informandoli sulle diverse modalita' di furto d’identità, sulle misure di prevenzione e su come reagire nel caso si sia vittime di un episodio del genere si potrà combattere il fenomeno.