05 luglio 2014
rete idrica ajaccia - porto ercoleLa segreteria territoriale di Adiconsum, l'Associazione per la Difesa dei Dritti del Consumatore e dell'Ambiente della Cisl, ha deciso di intervenire sulla polemica privata innescata su un social network dall'assessore all'urbanistica del Comune di Monte Argentario, Michele Lubrano, per riaffermare la verità storica sulla rete idrica realizzata tre anni fa in via dell'Ajaccia, a Porto Ercole.

La premessa da cui si deve partire è che Adiconsum interagisce con le istituzioni centrali e locali, indipendentemente dalla connotazione delle maggioranze che le governano, dal momento che il suo unico interesse è rappresentato dalla tutela dei diritti del consumatore. Ed proprio in questa prospettiva che, quattro anni fa, Adiconsum chiedeva al Comune di Monte Argentario e ad Acquedotto del Fiora S.p.a. l'apertura di una fase di concertazione per risolvere il problema della fornitura idrica per le abitazioni di via dell'Ajaccia, in Porto Ercole.
In breve. Dagli inizi degli anni Ottanta, più di sessanta famiglie ricevevano acqua nelle loro case attraverso un sistema provvisorio di pompe che, collocato ai piedi della salita, doveva rifornire tutti i condomini siti sul lato destro del pendio. Se d'inverno la situazione risultava gestibile, d'estate, a causa del notevole afflusso di vacanzieri, proprietari o conduttori di immobili, il flusso d'acqua si faceva discontinuo fino a che le pompe non si bruciavano del tutto, e allora, non si trattava più di ore, ma di giorni all'asciutto. A tutto ciò doveva poi aggiungersi una serie di farraginosità (leggi: seccature) nella definizione dei singoli consumi e nella pianificazione degli interventi di manutenzione, problemi a cui non riusciva quasi mai a dare risposte tempestive la gestione di un consorzio di fatto.
Sul piano del concertazione esisteva un impasse giuridico rappresentato dalla difficoltà di qualificare l'area interessata in termini di proprietà pubblica o privata. La svolta si è avuta solo quando Adiconsum coll'attiva collaborazione dei residenti è riuscita a dimostrare che l'intervento avrebbe dovuto realizzarsi su area pubblica, dando quindi una connotazione all'intervento in termini di atto dovuto, in quanto rientrante nei compiti di urbanizzazione dell'amministrazione locale.
Sostenere, come ha fatto Lubrano per replicare a tutt'altro, che questo come altri interventi relativi all'area dell'Ajaccia siano riconducibili alla volontà politica o, se si preferisce ad una sorta di concessione personale, svilisce l'importante percorso che è stato condotto dal Comune, da Acquedotto del Fiora S.p.a e da Adiconsum. Reagire a queste improvvide dichiarazioni è sia un atto di orgoglio da parte di chi ha speso tempo e risorse nella tutela degli interessi dei propri associati sia il modo per riaffermare che la sussidiarietà orizzontale è una risorsa di cui non si può fare a meno nel prossimo futuro. Inoltre, offre anche la possibilità all'Adiconsum per ringraziare Acquedotto del Fiora S.p.a. e chi nell'amministrazione precedente – ed il riferimento è svolto alla figura dell'allora presidente del Consiglio, Gianni Galatolo – ha lavorato proficuamente e ha fatto mostra di un basso profilo, al contrario di chi all'epoca era solo un comprimario e oggi rivendica meriti, pur non essendosi mai seduto al tavolo della concertazione.

Giuliano Innocenti