22 aprile 2014
USURA                                            
Per verificare se sono presenti interessi usurari nel contratto di mutuo stipulato è importante partire dalla definizione che la legge fornisce degli stessi, così come è stata riportato anche dalla celebre sentenza della Cass. Civ. n. 350/2013 che ha sollevato molti entusiasmi tra i risparmiatori convinti di aver versato più del dovuto alle banche.


Più precisamente, si qualificano come usurari gli interessi che suparano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o pattuiti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori.
Ma l’usura può delinearsi anche successivamente alla stipulazione del contratto, verificandosi quando i tassi si sono abbassati per effetto di cambiamenti delle condizioni di mercato, rendendo così troppo alti quelli inizialmente pattuiti.
Tutto ciò è stato appurato da altre due sentenze della Suprema Corte, la n. 602/13 e la 603/13 e, tali statuizioni sono state confermate anche dall’Arbitro bancario finanziario, come si evince dalla decisione dell’Arbitro del 10/01/14, prot. 77/14.
Pertanto, prima di affrontare qualsiasi contenzioso è bene conoscere gli effetti concreti dell’usura originaria e sopravvenuta. Infatti, nella prima ipotesi, gli interessi non si dovranno corrispondere per l’intera durata del mutuo, essendo nulla la clausola che li prevede. Ma attenzione, quelli già versati non vengono automaticamente restituiti dall’istituto di credito, una volta accertato l’esistenza del superamento del tasso di usura fissato per legge. Pertanto, solo quelli successivi all’accertamento dell’usurarietà del coefficiente applicato potranno non essere pagati.
Mentre nell’ipotesi di usura sopravvenuta, secondo le ultime sentenze, vengono considerati solo gli interessi eccedenti la soglia di usura, senza azzeramenti.
In ogni caso, come ormai notorio, è fondamentale fare riferimento alle tabelle pubblicate sul sito della Banca d’Italia, suscettibili di variazione trimestrale, per l’indicazione del coefficiente di “parametro”, per scoprire la natura usuraria degli interessi.
Innanzitutto, le fonti normative devono essere la guida per orientarsi nell’istituto dell’usura, sia per il settore penale che per il civile, e per quest’ultimo per le pretese pecuniarie e restitutorie su presunti importi dovuti, è bene avvalersi di un consulente per l’accertamento delle cifre e dei coefficienti. 
 

Avv. Matacchiera