17 aprile 2014
COSA E’ L’ANATOCISMO
Per anatocismo si intende la capitalizzazione degli interessi su un capitale affinchè essi siano produttivi a loro volta di altri interessi: in pratica è il calcolo degli interessi sugli interessi.

Con tale sistema, le banche hanno a lungo liquidato gli interessi a debito del correntista con frequenza trimestrale, mentre gli interessi a credito dello stesso erano liquidati con cadenza annuale: una delle tante disparità, insomma, nei contratti tra istituto di credito e cittadino.
La Corte di Cassazione, per circa cinquant’anni, ha ritenuto che tale effetto non fosse in contrasto con il divieto previsto dall’art. 1283 c.c. in quanto dovuto ad un uso normativo formatosi in materia bancaria.

COSA HA AFFERMATO LA CORTE DI CASSAZIONE

La sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del 2 dicembre 2010, n. 24418 resa in tema di capitalizzazione annuale degli interessi e di prescrizione dell’azione d’indebito ha affermato un importante principio a tutela dei consumatori e cioè che: le clausole contrattuali che prevedevano la capitalizzazione degli interessi erano contrarie a legge e, come tali, nulle.
L’intervento della Suprema Corte ha pertanto ribadito la illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi, ed ha chiarito che il termine decennale di prescrizione per richiedere alla banca gli interessi anatocistici indebitamente pagati, decorre dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto.
Il principio può ormai considerarsi consolidato, essendo stato ripetuto in più occasioni dalla Corte di cassazione.

DIRITTO DEL CORRENTISTA

La decisione della Corte restituisce ai cittadini un loro sacrosanto diritto e ripristina la legalità in una materia in cui una parte contrattuale, la Banca, ha una posizione predominante e vessatoria.
Di conseguenza le azioni in giudizio in materia di anatocismo terminano tipicamente con la condanna della banca alla restituzione degli interessi indebitamente percepiti.
L’ azione di ripetizione di indebito si prescrive in anni dieci dalla chiusura del rapporto; sul punto la S.C. di fatto ha solo confermato, rafforzandone le motivazioni, il precedente proprio orientamento.
Più chiaramente si apre la concreta possibilità per i correntisti (soprattutto imprese) che hanno fatto uso di affidamenti bancari di ottenere la restituzione di una quota assai significativa degli interessi passivi pagati nel corso degli anni, con il recupero di somme consistenti direttamente proporzionali agli anni di durata dell’apertura del credito.
In definitiva, ciò significa che, ad esempio, un conto aperto con affidamento nel 1980 ed ancora operativo alla data odierna, oppure chiuso da non più di dieci anni, potrà essere oggetto di una causa per la restituzione degli interessi passivi pagati illegittimamente, a decorrere dalla sua apertura.

COSA FARE

La prima analisi riservata e non impegnativa viene effettuata DAI LEGALI DI ADICONSUM sulla documentazione in Vostro possesso e comprende la verifica delle condizioni contrattuali, di anomalie e malpractice, la determinazione del Tasso Effettivo Globale ai sensi della Legge Antiusura, la valutazione degli importi recuperabili per anatocismo ed il ricalcolo degli interessi,  secondo la normativa e secondo le clausole contrattuali.
Dai risultati ottenuti valutiamo la convenienza economica all'azione, rapportando i risultati con le spese da sostenere o stimando l'opportunità di agire in anticipo mediante azioni di accertamento negativo del credito o individuando gli interventi da mettere in atto in caso di decreti ingiuntivi, richieste rientro fido, fidejussioni, etc.

CONTATTARE ADICONSUM SEDE DI FIRENZE
Se hai bisogno di assistenza per un problema con la banca non indugiare a contattare i legali dell’Associazione presso la Sede regionale di Firenze telefonando al numero 055 32 69042 dal lunedì al giovedì dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18 e il venerdì dalle ore 9 alle ore 13.

Avv. Chiara Focardi