17 aprile 2014
CONTRATTI FINANZIARI E CLAUSOLE VESSATORIE
Fra i numerosi contratti che i consumatori possono stipulare in materia  finanziaria,  particolare interesse
rivestono  quelli relativi a:

CREDITO AL CONSUMO- consiste nel prestito di una somma di denaro o in altra agevolazione finanziaria concessi ai consumatori dagli istituti di credito, da società finanziarie o da esercizi commerciali convenzionati con un intermediario, finalizzati all’acquisto di beni o servizi.
La legge definisce, infatti, il C.C. come “ la concessione , nell’esercizio di una attività commerciale o professionale, di credito sotto forma di dilazione di pagamento, di finanziamento, o di altra analoga facilitazione finanziaria a favore di una persona fisica che agisca per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”.
Nell’ambito del C.C. , rientrano dunque,  oltre alle carte di credito:

La VENDITA A CREDITO- vendita di un bene o servizio accompagnata da una dilazione di pagamento, senza interessi.
Il PRESTITO PERSONALE- erogazione di una somma di denaro da parte di un ente creditizio, con l’obbligo per il consumatore di restituirla entro il termine pattuito, con gli interessi.

La CESSIONE DEL QUINTO DELLO STIPENDIO-  con la  quale il consumatore , che sia un lavoratore subordinato, cede volontariamente una somma di denaro ad un istituto di credito, quale rimborso per un prestito precedentemente ottenuto.
La materia del C.C., dietro impulso della normativa europea, si è progressivamente evoluta, garantendo una tutela dei consumatori sempre più incisiva.
Sono così stati enunciati importanti principi giuridici, che hanno attribuito significativi diritti ai consumatori, a cui corrispondono altrettanti obblighi per gli operatori finanziari.
Sono  stati, ad es., sanciti i fondamentali principi di TRASPARENZA e  di CHIAREZZA e COMPLETEZZA di informazione, grazie ai quali i contratti conclusi con i consumatori devono necessariamente essere redatti per iscritto , contenere una serie di elementi essenziali per la loro validità e essere accompagnati da un DOCUMENTO DI  SINTESI delle condizioni contrattuali.
In tutti i casi, si tratta  di contratti redatti dall’operatore finanziario, che il consumatore, tradizionalmente definito come la parte “debole“ del rapporto, può solo sottoscrivere, senza poter modificare le varie clausole.
E’, quindi, evidente come la forma di TUTELA  più efficace sia di tipo PREVENTIVO: come ha dimostrato l’esperienza dei CRACK finanziari degli ultimi anni, moltissimi consumatori non avrebbero concluso operazioni rischiose, se solo avessero ben compreso a cosa potevano andare incontro, sottoscrivendo certi contratti!
 Anche i contratti  di C.C., infatti, come quelli relativi all’acquisto di titoli o prodotti finanziari ( Bond Argentina, obbligazioni Cirio, Parmalat, 4YOU; ecc.), presentano spesso  clausole delicate , come quelle relative al RECESSO o al c.d. IUS VARIANDI- possibilità per l’operatore di modificare alcune clausole in  senso sfavorevole al cliente- che possono essere VESSATORIE alla luce del Codice del Consumo e che dunque vanno valutate attentamente prima di sottoscrivere il contratto, perché potrebbero essere NULLE.
 Ad es. in alcuni casi di “cessione del quinto”, i Tribunali hanno ritenuto invalida  la clausola che riconosceva una commissione all’agente/mediatore creditizio o  quella relativa al pagamento del premio assicurativo.

E’, quindi fondamentale  informarsi bene prima di sottoscrivere un contratto e, in caso di difficoltà, rivolgersi ai legali dell’Associazione per ricevere la necessaria assistenza, anche in sede giudiziaria per i casi più gravi.   
 
Av. Benedetta Ciatti