22 gennaio2014

Giustizia
Il no di Adiconsum al ddl Cancellieri
Grazia Simone: “Il cittadino non può pagare per un suo diritto”

“Alla data del 30 giugno 2013 si contano 5.257.693 di processi pendenti in campo civile e quasi 3 milioni e mezzo in quello penale''. A fornire il dato è il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, nella Relazione sull'amministrazione della Giustizia per l'anno 2013. 
Per poter superare tali criticità il Ministro ha presentato un ddl sulla riforma del processo civile con l’obiettivo di smaltire l’arretrato dei processi pendenti e di accorciare i tempi dei ricorsi gravando però sulle tasche dei cittadini.
È infatti previsto, tra le disposizioni contenute nel ddl, che il giudice emetta solo il dispositivo della sentenza di primo grado, omettendo le motivazioni. Per conoscere queste ultime il consumatore è costretto a pagare una parte del contributo unificato previsto per il grado successivo.
Ciò significa che il consumatore per decidere se proseguire oppure no nel grado successivo di giudizio dovrà comunque pagare.
“Grave quanto proposto dal Ministro Cancellieri, dice Grazia Simone, Segretario Generale Adiconsum Toscana, in un Paese civile il diritto e' a garanzia del sistema Paese, scaricare le inefficienze della giustizia e' lesivo del diritto alla difesa. Una riforma seria serve a rendere certo ed applicabile il diritto e non a mortificare i cittadini nel voler tutelare i propri diritti.”


Mariantonietta Rasulo