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14 gennaio2014

Imprenditoria in rosa, la crisi non ferma le imprese femminili
Lenta ma costante l’avanzata delle aziende in rosa.

Il sistema imprenditoriale toscano vede avanzare le imprese femminili che, a fine settembre 2013, erano 101.115 (pari al 24,4% delle imprese registrate nei registri camerali toscani).
Rispetto a settembre 2012 l’incremento è stato del +0,9%: una performance ancora in controtendenza, dato che nello stesso periodo l’imprenditoria non femminile risulta essere rimasta sugli stessi valori dell’anno precedente.
La Toscana si conferma, subito dopo Lazio (+1,1%) e Lombardia (+1,0%), una delle regioni più dinamiche d’Italia per tasso di sviluppo dell’imprenditoria femminile, con una crescita ben al di sopra della media nazionale (+0,3%).
Risulta tuttavia ancora una volta determinante il ruolo giocato dalle straniere, alla cui crescita (+7,4%) si contrappone la stabilità delle imprese guidate da italiane. E’ quanto emerge dall’Osservatorio sulle imprese femminili, frutto della collaborazione tra l’Ufficio studi di Unioncamere Toscana e il Settore Imprenditoria femminile e politiche di genere della Regione Toscana per il III trimestre del 2013.

Circa due terzi delle aziende “in rosa” (per un totale di 66.029 unità) operano nel settore dei servizi: 27.670 di queste operano nel commercio e 10.145 nel turismo (ricettività e ristorazione), e proprio verso quest’ultimo segmento di mercato si è prevalentemente orientato il “fare impresa” delle donne nel periodo in esame (attività turistiche di alloggio e ristorazione +279 unità).
Le imprese femminili hanno comunque trovato spazi di sviluppo anche fra attività meno “tradizionali”, com’è il caso dell’industria in senso stretto (+245 unità) e dell’edilizia (+57).

Nell’ambito del manifatturiero, che conta 12.800 aziende femminili, l’incremento è legato soprattutto alla positiva dinamica della filiera abbigliamento-calzature (circa +200 imprese femminili).

In Toscana solo l’11,2% delle imprese “rosa” (11.293 aziende) è guidato da donne giovani (meno di 35 anni), che accusano inoltre una flessione nel periodo considerato (-0,5%) seppur meno marcata rispetto alla media italiana (-1,1%). Il calo registrato è inoltre nettamente inferiore rispetto a quanto rilevato per le imprese giovanili non femminili (-5,7% per quelle guidate da uomini under 35, contro una media nazionale del -3,6%).

“L'imprenditoria femminile va sostenuta ed occorre favorire politiche che consentano una conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle imprenditrici, afferma Grazia Simone, Segretario Generale Adiconsum Toscana.

“Occorre che si attui una reale parità nel mondo del lavoro, una sfida ed un traguardo da raggiungere; purtroppo, prosegue Grazia Simone, le donne sono ancora vittime di discriminazioni, molte neo mamme, spesso, sono costrette ad abbandonare il lavoro per seguire i figli e il tasso di disoccupazione femminile è ancora troppo alto. 

Mariantonietta Rasulo