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28 novembre2013

L’e-commerce deve essere uguale per tutti
Le proposte di Adiconsum e CEC

Il Convegno organizzato da Adiconsum e Centro europeo Consumatori (CEC) tenutosi oggi a Roma  ha evidenziato, nel dibattito cui hanno partecipato tutti gli attori dalla Commissione europea all’Associazione italiana del commercio elettronico, dal Garante della Privacy all’Antitrust, dalla Guardia di Finanza alla Polizia Postale, da TNT Post a ABILab, grosse criticità che impediscono che l’e-commerce sia uguale per tutti.
Nonostante l’e-commerce sia uno dei pochi settori che non risente della crisi (ha avuto un tasso di crescita nel 2012 del 12%), i consumatori italiani continuano ad acquistare di meno rispetto a quelli europei (solo il 34%).
Tra le criticità rientrano: la scarsa trasparenza dei siti, la presenza di barriere commerciali, l’insufficiente sicurezza delle transazioni finanziarie.
A giudizio del CEC i consumatori devono sentirsi al sicuro quando acquistano online. Il complesso di regole che  l’UE ha sviluppato nel corso degli anni a tutela del consumatore non è di per sé sufficiente ad infondere fiducia. E’ necessario tradurre nella pratica i diritti di cui i consumatori europei dispongono sulla carta,  abbattere le barriere esistenti e garantire a  consumatori e imprese la  tutela dei propri diritti nel mercato online in modo certo, omogeneo e trasparente.
Di seguito le proposte uscite dal dibattito, che, se attuate, porterebbero ad un e-commerce uguale per tutti:

  • superamento della frammentazione, attraverso il recepimento della direttiva 83/2011 in tutti i Paesi dell’Unione
  • istituzione di un organismo di controllo della trasparenza dei siti con la partecipazione delle Associazioni Consumatori
  • pubblicazione sui siti multati dalle singole Authority dei vari Paesi (Antitrust) delle multe comminate per un determinato periodo di tempo
  • eliminazione del “paradosso” delle barriere commerciali: tutti devono poter acquistare da qualsiasi parte dell’Unione europea provenga l’ordine
  • applicazione del “principio di sussidiarietà” al di là della regolamentazione istituzionale, sottoscrivendo accordi di autoregolamentazione tra Associazioni Consumatori e Aziende e/o Consorzi a tutela dei consumatori e delle aziende sane, che comprendano l’informazione ai consumatori, la formazione degli operatori, la gestione dei reclami, l’accesso alle conciliazioni paritetiche.
  • maggiore sicurezza nelle transazioni finanziarie, per ridurre la diffidenza dei consumatori
Mariantonietta Rasulo