19 marzo 2013
Farmaci: ticket aumentati del 40% nel 2011.
Quasi un cittadino su due paga ormai di tasca propria le visite e gli esami per evitare le lungaggini della sanità pubblica ma anche perché, molto spesso, il privato costa addirittura meno.

Ed esplosione del welfare 'fai da te' con le badanti che ormai superano di gran lunga i dipendenti di Asl e ospedali, attestandosi a circa 774mila contro 646mila.
È quanto emerge dal Rapporto Oasi 2012 dell'Universita' Bocconi, presentato questa mattina dalla Fiaso (la federazione di Asl e ospedali), secondo il quale, di fatto, l'austerity sanitaria si sta traducendo in un taglio dei servizi e con una insoddisfazione sempre piu' forte da parte dei cittadini.
Secondo i dati del rapporto infatti, nel Centro-Sud oramai la maggioranza dei cittadini giudica inadeguati i servizi offerti dal nostro Sistema sanitario nazionale (53,5% al Centro e 62,2% al Sud contro una media Italia del 43,9%).
Come mostra il 31,7% di assistiti, che giudica peggiorati i servizi sanitari della propria regione, il trend e' del tutto negativo.
Un'altra discriminante nel livello di qualita' percepito dagli assistiti e' poi la più massiccia politica di tagli che giocoforza hanno dovuto mettere in atto le 8 Regioni in piano di rientro dai deficit: il 57,8% di chi vive in Campania, Lazio, Abruzzo, Molise, Piemonte, Calabria, Puglia e Sicilia si e' dichiarato insoddisfatto contro un piu' modesto 23,3% di 'scontenti' delle altre Regioni. Una riprova dell'impatto tutt'altro che indolore delle politiche di austerity in sanita'.
" Dal rapporto emerge chiaramente che il sistema sanitario pubblico e' diventato emergenza nazionale, dice Grazia Simone, Segretario Generale Adiconsum Toscana, occorre intervenire per garantire il diritto alla salute dei cittadini italiani.
“È impensabile, continua Grazia Simone, far pagare per non garantire le prestazioni. Occorre riorganizzare il sistema anche attraverso l’educazione e l’informazione dei cittadini, senza una seria riorganizzazione del sistema sanitario i cittadini potrebbero essere  in balia di operatori interessati più al guadagno che allo stato di salute".

Mariantonietta Rasulo