11 febbraio 2013
Robin tax:
aumenti sospetti sui consumatori


Molte imprese energetiche che pagano la Robin Tax sembra si “rifacciano” sui consumatori violando la legge. Lo afferma un rapporto dell'Autorità per l'energia che segnala 199 casi per un totale di circa 1,6 miliardi di incremento dei margini “dovuti all'effetto prezzo” e tali da costituire una possibile violazione del divieto di traslazione.

La Robina tax è l'addizionale Ires imposta alle imprese energetiche dal giugno 2008 e per legge non può essere “traslata” sui consumatori né in bolletta né su altre imposte.

La legge vieta infatti esplicitamente alle imprese "di traslare l'onere della maggiorazione d'imposta sui prezzi al consumo" e affida proprio all'Autorità per l'energia elettrica e il gas il compito di vigilare "sulla puntuale osservanza della disposizione".
Nella relazione presentata lo scorso 24 gennaio l'Autorità mostra un quadro fortemente critico in cui appare evidente che molte imprese si rifanno sui consumatori per recuperare la tassa versata.
199 i casi di operatori scovati di cui 105 appartenenti al settore dell'energia elettrica e gas e 94 al settore petrolifero.

 "L'ennesima dimostrazione di come il principio della furbizia governa il nostro Paese, dice Grazia Simone, Segretario Generale Adiconsum Toscana. Ignobile il comportamento delle aziende che hanno scaricato sui cittadini quanto LORO avrebbero dovuto pagare. Chiediamo, come Associazione che tutela i consumatori, la restituzione immediata ai cittadini delle somme indebitamente percepite. Occorre che le Autorità preposte adottino provvedimenti esemplari per dimostrare che fare i furbi non paga".

Mariantonietta Rasulo