09 febbraio 2024
Bollette gas: allarme rincari. Ecco che cosa sta succedendo
Come noto, dal 10 gennaio 2024, le tariffe previste per la vendita del gas non sono più stabilite dall’ ARERA, ma dall’andamento del mercato. Ciò significa che le Aziende possono vendere il gas a qualsiasi prezzo. Senza gli opportuni e adeguati correttivi, le bollette subiranno dei forti rincari, a fronte anche di altre criticità. Vediamo quali.

L’IVA

Uno dei motivi del rialzo delle bollette del gas è ad esempio il ritorno dell’IVA al 22%.

Il silenzio-assenso

La formula del silenzio-assenso sta danneggiando anche quei consumatori che già avevano scelto il mercato libero. Infatti, le Aziende hanno apportato in corso d’opera o in caso di rinnovo di contratti scaduti delle modifiche unilaterali che hanno fatto lievitare le tariffe del gas, in alcuni casi anche del 300%.

Ciò è potuto accadere perché la normativa consente alle Aziende di comunicare tali modifiche con un’unica e semplice comunicazione scritta (di solito una mail) e di avvalersi della formula del silenzio-assenso per procedere alla loro applicazione. Molte di queste modifiche unilaterali di prezzo, poi, sono state applicate in violazione del Decreto Aiuti-bis che le vietava fino a giugno 2023.

La tariffa PLACET

Dai primissimi riscontri emerge che la tariffa PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela), che verrà applicata a coloro che alla data del 10 gennaio non hanno espresso alcuna scelta verso un operatore del mercato libero, risulti essere più cara sia di quelle del mercato tutelato che di alcune del mercato libero.

Le penali per recesso anticipato

Un’altra criticità della fine del mercato tutelato, ad avviso di Adiconsum, riguarda il pagamento degli oneri per recesso anticipato, vere e proprie penali, per passaggio ad altro operatore. L’ARERA, infatti, dà facoltà agli operatori di applicarli.

Le proposte di Adiconsum

Di seguito alcune proposte che come Adiconsum stiamo portando avanti nelle varie sedi istituzionali:

  • sui rincari:

Proponiamo di introdurre nuovi criteri di definizione dei prezzi di riferimento dell’energia e di salvaguardia, con riferimento all’andamento inflazionistico e anti-speculativo, affinché l’ARERA definisca dei tetti massimi di oscillazione delle tariffe;

  • sul silenzio-assenso: 

Poiché il gas e l’energia elettrica, diversamente ad esempio dalla telefonia, sono beni essenziali, riteniamo che la comunicazione delle variazioni tariffarie debba essere inviata con modalità certificate, permettendo al consumatore di dare prova di averla ricevuta. Si introduca, anche nel mercato dell’energia, l’accettazione da parte del consumatore alla scadenza del contratto, come già avviene nel mercato delle assicurazioni liberalizzato da tempo;

  • sul recesso anticipato:

Siamo contrari a tali oneri, perché se siamo in presenza di un mercato libero dovremmo agevolare la libertà di scelta. Nel contempo ci auguriamo che almeno i grandi player non li applichino.

L’apertura di un Tavolo e di una Campagna di informazione

Adiconsum ritiene quanto mai urgente l’apertura di un Tavolo per accompagnare il passaggio al mercato libero e l’avvio di una Campagna capillare di informazione, anche in considerazione della complessità della tariffa energetica e della difficoltà di comparazione delle varie offerte, come da noi chiesto più volte in questi anni e come recentemente richiesto in una lettera del 16 gennaio scorso insieme ad altre Associazioni Consumatori del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti (CNCU) indirizzata al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, estesa anche ai Presidenti di ARERA e Acquirente Unico.

La Campagna con il coinvolgimento delle Associazioni Consumatori riconosciute dalla legge, fornirebbe un aiuto concreto ai consumatori nello scegliere con oculatezza e consapevolezza le varie offerte, ma anche nell’acquisire informazioni su come costituire le Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali (CERS) per socializzare e solidarizzare l’energia autoprodotta con gli impianti di energia rinnovabile.

In assenza degli adeguati e opportuni correttivi, ritroveremo le stesse criticità che stiamo riscontrando per il gas, anche in occasione della fine del mercato tutelato dell’energia elettrica.



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